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Anche Cristiano Ronaldo positivo al Covid ► Il calcio va avanti, ma fino a quando?

Il Covid torna a minacciare il calcio. Da qualche ora è arrivata una notizia che ha destato immediato scalpore: Cristiano Ronaldo positivo al Coronavirus.

L’infezione del campione portoghese non è la sola, purtroppo, che interessa direttamente la Serie A. Basti pensare alla numerosa truppa positiva del Genoa, a Zielinski ed Elmas del Napoli, ai calciatori dell’Inter oltre al centrocampista della Roma Diawara. Senza dimenticare la stella milanista Zlatan Ibrahimovic.

Capitolo a parte per l’Under 21 del ct Nicolato. Il match contro l’Islanda è stato annullato, mentre per l’incontro con l’Irlanda a scendere in campo saranno i giovani dell’Under 20 guidata da Alberto Bollini. Insomma, un momento critico per il nostro pallone.

Sul tema si è aperto un vivace dibattito, molto interessante, tra Alessandro Vocalelli e Tony Damascelli. Queste le opinioni espresse dalle due Teste di calcio durante ‘Radio Radio Lo Sport’

Alessandro Vocalelli

La domanda è: meglio fermarsi o è meglio andare avanti? Qui bisogna dare una risposta. Tutti, anche quelli che dicono dobbiamo andare avanti, sono preoccupati e dispiaciuti da quello che sta succedendo. Io penso che bisogna andare avanti. La situazione è la stessa in tutta Europa in questo momento. C’è una regola che dice che se hai 13 giocatori a disposizione puoi giocare. Vediamo come sarà la situazione, con le dovute differenze. Non è che non ci importa della salute dei giocatori. Si è creato un tetto per cui se ci sono più di 13 giocatori disponibili si gioca. Poi è chiaro che se arriverà una situazione che supererà questo limite, ci si muoverà di conseguenza.

Tony Damascelli

Fermarsi non vuol dire cancellare il campionato. Se i ristoranti rimangono chiusi per trenta giorni, questa è la raccomandazione, il calcio si può fermare per trenta giorni oppure viene giù il palazzo? Oppure viene giù il palazzo e non ne possiamo fare a meno. Diciamo una cosa sola: della salute degli atleti, fatta eccezione per i nostri parenti, non ce ne frega nulla. Quello che ci interessa è che stia in piedi il calcio professionistico per i bilanci e i diritti televisivi dei club. La salute non conta nulla. Se andiamo avanti con 13 calciatori positivi del Genoa, dopo dieci giorni andiamo avanti. Tanto è il Genoa; chi se ne frega del Genoa. Alla FIFA e all’UEFA non interessa la salute dei calciatori, interessa fare cassa.

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