“Faccio fatica ad esultare per il risultato del referendum sul taglio dei parlamentari a Roma”. Così Enrico Stefàno, Presidente della Commissione Mobilità di Roma e Consigliere del M5S, esprime la sua contrarietà al risultato del referendum attraverso un post su Facebook. Risultato che, a livello nazionale, ha visto un vittorioso Sì con oltre il 69% degli elettori, a discapito del 30% che ha votato per il No.
Enrico Stefàno, attraverso la lettura dei dati sul voto nella capitale, afferma di osservare una città spaccata in due e invita la politica attuale a lavorare affinché questo divario si riduca. Contrario inoltre alla ricandidatura della sindaca Virginia Raggi, denuncia un bisogno di cambiamenti da attuare immediatamente.
Stefano Molinari e Luigia Luciani hanno intervistato Enrico Stefàno a “Lavori in corso”.
“Non possiamo sapere per chi ha votato sì alle periferie poi quale sarà la scelta partitica. Questo è un esercizio inutile perché non è scontato che chi ha votato sì poi sia un elettore del Movimento 5 Stelle piuttosto che della Destra o del PD. Si rischia anche di mancare di rispetto alle periferie che meritano ascolto e coinvolgimento nella ricerca delle soluzioni per un pieno sviluppo.
Questo esito referendario ha certificato che la nostra città è divisa in due e la politica non ha sempre lavorato per ridurre questo divario ma ha provato a cavalcarlo, ognuno coltiva il proprio orticello. Il mio invito è che la politica sia protagonista di una fase dove l’aggressività e lo slogan vengano messi da parte e si coinvolgano più le persone e si dia lustro alla nostra città. Roma è la capitale d’Italia e deve essere una questione nazionale come lo sono altre capitali europee. E sto lavorando per questo.
Mi trovo d’accordo con le parole di Alessandro Di Battista, ancor prima di parlare di leader e di persone persone è necessario parlare dell’identità del Movimento e di mettere al centro temi come quello della città di Roma. I cittadini seguono chi ha le idee chiare.
Su Roma io non faccio una contestazione alla sindaca personale, ma è il percorso che mi ha lasciato un po’ perplesso. Auspico un percorso più condiviso e partecipe con il Movimento e non solo”.
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