Vince il sì, e forse quella della riforma dei parlamentari è la sola vittoria che verrà registrata in questa tornata elettorale.
Questo perché per quanto riguarda le elezioni Regionali, l’Italia si ritrova nei medesimi colori politici, a parte rare eccezioni.
Si spostano a destra le Marche, restano a sinistra Toscana e Puglia, mentre permangono dalla parte del Carroccio Liguria e Veneto (sebbene con sfumature disparate).
Schiaccianti le vittorie di Zaia ed Emiliano in Veneto e Puglia, testa a testa tra la Ceccardi e Giani con il primo in vantaggio di circa 5 punti percentuali in Toscana, mentre nelle Marche esce vincitore Acquaroli ed è la sola novità nello scenario cromatico nazionale: ciò che non cambia, come ricorda il direttore del Foglio Claudio Cerasa, è la picchiata del Movimento 5 Stelle, con numeri irrisori ovunque, fuorché al referendum dal marchio di fabbrica grillino.
Ecco l’intervista al direttore del Foglio durante ‘Lavori in Corso’.
“Stando a quel che vediamo in questo momento il centrodestra vince nel saldo delle regioni, perché porta a casa le Marche, prima governate dal centrosinistra, ma fallisce la grande spallata al governo. Quindi finisce così, che chi tenta di dare la spallata al governo si ritrova con una spalla lussata.
In Veneto la lista Zaia è andata molto meglio della Lega, è un voto che indica anche una fiducia superiore nei con fronti di Zaia, piuttosto che della stessa Lega. In ottica futura Zaia potrebbe investire nel ruolo di competitor nei confronti di Salvini.
Alleanza 5 Stelle PD rischia di diventare organica? Credo sia il contrario, perché laddove i 5 Stelle e il PD si sono presentati alle elezioni, il PD ha perso. Laddove invece il PD si è presentato puntano tutto sul su candidato, è successo che il centrosinistra ha vinto.
Credo che Zingaretti abbia fatto questa affermazione anche per non infierire troppo sui 5 Stelle, che referendum a parte, escono malissimo da questa giornata.
Certamente c’era timore per Zingaretti, perché una sconfitta in Toscana avrebbe coinciso con le sue dimissioni. Ma le cose sono andate in maniera diversa, quindi Zingaretti fa bene a esaltarsi per questo risultato che, dal punto di vista numerico è una mezza sconfitta, visto il risultato delle Marche, e la conferma delle regioni che già avevano.
Quella che potrebbe essere una sconfitta parziale però è diventata una vittoria oggettiva da parte del centrosinistra che secondo i sondaggi doveva perdere sia Toscana che Puglia.
Penso che ci siano ottime ragioni non populiste per giro di questo risultato, perché una riforma giusta, seppur imperfetta, la si migliora, non la si combatte a priori.
Ci sono ragionevoli speranze per credere che questo sia un percorso di piccole riforme con cui il parlamento si dà più efficienza. Ora però le riforme vanno fatte, non ci sono più alibi.
I 5 Stelle non hanno radicamento, sono un partito che sta perdendo pezzi, il loro consenso è in picchiata: il primo partito due anni fa, ora è il quarto. L’insuccesso alle regionali deriva da una loro inconsistenza politica e anche programmatica“.
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