Da piccolo imprenditore prima che da docente riflettevo sul fatto che guardando il telegiornale se non avessi capacità critica mi farei spaventare dalle notizie. E questo succede tutti i giorni.
Io incontro ogni giorno commercialisti e imprenditori che mi rappresentano una visione del futuro negativa. In economia c’è un concetto di aspettative adattative, cioè se noi pensiamo che qualcosa possa andare male, lo farà. Questa non è solo la Legge di Murphy, è il modo nel quale funzionano le borse per esempio.
Potremmo fare una serie di discussioni sul fatto che ci sia in parte casualità in parte dolo in questo modo di condizionare l’opinione pubblica, ma vorrei riflettere sul fatto che così facendo scappa la voglia di fare gli imprenditori o i liberi professionisti.
Io parlo di economia umanistica perché è la via d’uscita, il modo di continuare a fare impresa.
Se noi usciamo dalla visione del contingente, del problema, del dramma, di tutto quello che l’informazione ci sta dando, possiamo evitare di creare del danno per noi e per gli altri.
Non basta mandare messaggi scemi come quelli del telegiornale che dice che aumenta la fiducia dei consumatori, dove? Parliamo di cose serie. Quello che deve aumentare è la fiducia dell’imprenditore, di chi lavora e soprattutto del libero professionista, di quello che fa reddito e produce la redditività.
Malvezzi Quotidiani, comprendere l’Economia Umanistica con Valerio Malvezzi
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