Spa – Francorchamps, nella cornice delle Ardenne: l’università della Formula Uno, con la ripida salita della quale un entusiasta Michael Schumacher diceva che sembrava di essere su un aereo.
Lo spettacolo, oggi, è la pista stessa, che livella verso l’alto le prestazioni di chi ha spunto e motore, ammesso che tengano fino alla fine gli pneumatici.
Consuetudine Mercedes, per le prime due posizioni, con il cannibalesco Hamilton mai insidiato da un Bottas sempre più, e mai come in questa stagione, crocerista di lusso. Nonostante il brivido finale per la tenuta della mescola del Campione del mondo.
Oltre i due capofila, anzi dietro, un sottobosco di duelli e prestazioni ragguardevoli, a cominciare da un Verstappen non raggiungibile, alla resa dei conti, per gli altri, anche se mai realmente incalzante per la Mercedes.
I nostri tre piloti del giorno sono però Daniel Ricciardo, sontuosamente quarto e autorevole fino alla fine nell’inseguimento, almeno ipotetico, a Verstappen: il massimo ottenibile dalla sua Renault, su un tracciato per cavalli di razza; Kimi Raikkonen, autore di un sorpasso limpido su Vettel (e vabbè…) e soprattutto capace di “morsicare” la zona punti fino alla fine; Esteban Ocon con l’altra Renault, fino alla fine all’attacco di Albon, con successo alle ultime tornate.
La Ferrari? Per pudore, non più di una riga: il primo giro di Leclerc, spettacolare e il momentaneo giro veloce di Vettel dicono che a Maranello ci sono un grande pilota del presente, checché se ne dica, e un grandissimo talento per il futuro. È un’aggravante, per chi ha responsabilità in seno al Cavallino.
Paolo Marcacci
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