Attualità

“È sconcertante: Governo prima dà finanziamenti e poi se li riprende sotto forma di tasse” ► Giammaria (Pres. Confesercenti Roma)

Vorrei ma non posso. Suona così il ritornello dei commercianti italiani nell’estate 2020 post quarantena, caratterizzata da rabbia e amarezza per gli aiuti, peraltro arrivati in ritardo dal Governo, che adesso li ha richiesti indietro sotto forma di contributi fiscali.

Un Esecutivo che sembra far finta di non vedere le strade del commercio desolate e i negozio vuoti, che pure possono ammirare passando per le vie del centro di Roma. La Capitale, infatti, è tutt’altro che guarita dagli effetti del virus e i dati su acquisti e vendite degli esercizi commerciali ne sono la prova.

Quali sono le soluzioni per evitare il peggio? Ce le ha fornite Valter Giammaria, presidente Confesercenti Roma, intervenuto ai microfoni di Stefano Molinari e Luigia Luciani.

Questo il commento di Valter Giammaria a “Lavori in Corso”.

“E’ una cosa sconcertante. Il Governo ha dato un finanziamento a fondo perduto a chi è stato chiuso. E poi ha preteso che venissero restituiti subito. Nemmeno li hanno presi, già li hanno restituiti. Chi li ha potuti restituire.

Al momento sono pochissimi quelli che possono pagare le tasse. Con una città come Roma con 400 mila dipendenti pubblici in smart working, un’altra rovina per le imprese produttive. C’è chi può stare a casa e può prendere lo stipendio come i dipendenti pubblici, c’è chi non può nemmeno tornare a lavorare perché l’impresa non ha gli incassi per farli rientrare.

Manca il turismo e manca il consumo quotidiano che veniva dai dipendenti che oggi sono in smart working. E ci stupiamo che il Governo abbia prorogato lo smart working fino a fine anno.

C’è chi non ha nemmeno preso la cassa integrazione. C’è chi non ha rinnovato la cassa integrazione. Dove ci sono le condizioni per lavorare si deve tornare a lavorare.

Noi chiediamo un anno bianco fiscale perché non possiamo pagare le tasse. L’impresa italiana oggi non può pagare le tasse. Ci sono invece i giganti del web che non le pagano. Quindi non le facciamo pagare a chi le deve pagare e le facciamo pagare a chi non può pagare”.


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