Poca Juventus ma a confronto del Torino è ottima e abbondante.
Quattro gol a uno sarebbero potuti essere anche un tot a niente, perché la forbice tra le due squadre è rimasta aperta sempre, non crediate a chi sostiene che il Torino abbia avuto anche la possibilità di ribaltare il risultato.
Mai è stato Toro ma piccolo quadrupede alla ricerca di un pasto che purtroppo non esiste più, anzi i granata hanno smarrito, se non perduto, quel piglio aggressivo, quel cuore Toro che li ha sempre portarti avanti. Oggi il Torino è in linea con la filosofia furbastra del suo presidente, meglio la prudenza dell’azzardo.
La Juventus senza galoppare ha vinto trottando, con qualche colpo di frusta dei suoi migliori. Molte combinazioni ”veneziane”, football da allenamento, seguendo l’aria umida nel teatro vuoto, niente cori contro i morti e niente strilli codardi.
De Ligt e Dybala, ammoniti, saltano il Milan, per Sarri meglio così che contro l’Atalanta. Il rigore per fallo di mano dell’olandese? Fa parte del circo contemporaneo voluto da chi non conosce lo spirito del football. Ma è inutile insistere contro gli ingnoranti non c’è partita. Come non c’è stato derby.
Tony Damascelli
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