648 presenze in Serie A, una in più rispetto a Paolo Maldini. Album Panini del “come eravamo” declinato nel nostro campionato, ma con guanti ancora umidi di terra. Una vita agonistica di lunghezza geologica, alla quale tra l’altro aggiungere il giorno in più di uno spareggio Champions. Momenti discutibili e qualche chiacchiericcio di troppo, come punteggiatura di una predestinazione tecnica e una consolidata longevità atletica. Una Coppa del Mondo custodita tra le mani, la scelta di scendere fra i cadetti dopo uno scandalo, passaggi esistenziali non sempre facili, fin troppo discussi. Poi la Storia, con la maiuscola, si sovrappone ai momenti che trascorrono: negli almanacchi resta la grandezza, assoluta, indiscutibile per chi lo venera come per chi lo detesta. È stato, e continua a essere, Gigi Buffon.
Paolo Marcacci
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