Il pareggio, alla fine, non ha accontentato nessuno. Ma Napoli e Milan hanno giocato una delle sfide più belle da quando è ricominciato il campionato. Al netto di qualche errore di Donnarumma, o qualche occasione dei padroni di casa un po’ troppo leggera, le due squadre hanno fatto vedere come si può fare calcio anche a metà luglio, giocando ogni tre giorni e con un caldo che moltiplica la fatica.
Due squadre organizzate, armoniche, con una buonissima condizione atletica, capaci di difendere e ripartire, senza però mai perdere le distanze e diventare -di conseguenza – facili prede del contropiede. Due squadre teleguidate dalle panchine da due allenatori – Gattuso e Pioli – che sanno cosa vogliono dai loro calciatori.
Due allenatori che sono entrati in corsa, uno al posto di Ancelotti e l’altro al posto di Giampaolo. Va sottolineato, perché i risultati raggiunti sono ancora più importanti perché conseguiti in una stagione in cui non hanno potuto dare la loro impronta sul mercato e lavorano in fondo da pochi mesi. Insomma, due squadre <vere>, nel senso pieno della parola, capaci esaltare le loro individualità all’interno del collettivo. Ma se Gattuso è più che confermato, è sul punto di lasciare Pioli.
Misteri di un calcio che ama bruciare tutto in fretta. Anche quando le cose dimostrano di andare bene.
Alessandro Vocalelli
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