Gianluca Vacchi e la sua ‘terza vita’ da padre. Il personaggio ormai noto in tutto il mondo, dati social alla mano, si racconta di nuovo sulle frequenze di Radio Radio. Dalla famiglia, allo sport passando per la svolta vegana e il caso Scarcella di cui si stanno occupando Le Iene.
Nel consueto appuntamento del venerdì con ‘Food Sport’ Francesco Di Giovambattista ed Enrico Camelio hanno chiacchierato con Gianluca Vacchi, ecco com’è andata.
“Mirko Scarcella per un periodo ha lavorato per me e dopo siamo arrivato ad una separazione e poi per me lì il rapporto era chiuso. Quando una persona per accreditarsi dice pubblicamente, con testate che lo titolano, che mi ha inventato ovviamente dice una stupidaggine. Però me ne sono sempre disinteressato. Ad un certo punto sono stato contattato da Le Iene che mi hanno raccontato le cose capitato e mi hanno chiesto di dare un’opinione. Se vedi quel servizio capisci che essere il veicolo di accreditamento per un sistema di base per vendere un servizio di un certo tipo, allora non mi stava più bene. Il giorno in cui inventerà un fenomeno che sia anche solo il 10% di quello che sono io allora forse potrà dire qualcosa.
Io inventato da qualcuno? Ci vuole giusto il mio aplomb per fregarsene. Al giorno d’oggi nessuno conosce il segreto o gli algoritmi di Instagram o degli altri social per diventare personaggi. Non si diventa personaggi perché si conoscono algoritmi o si interpreta un ruolo, si diventa personaggi perché si sa intrattenere”.
“Io ho in prevalenza un pubblico straniero. Nonostante in Italia sia molto stimato. Le statistiche di Instagram dicono che ho l’11% dei followers in Italia e l’89% all’estero. Ci sono poi paesi come Russia, l’America Latina ma anche gli Stati Uniti dove sono amatissimo. La figura dello scemo ricco fa comodo a tutti quelli che nel delegittimare il percorso e il successo di qualcuno trovano l’alibi per giustificare la loro mancanza di capacità di fare le cose. Io non sono nato ricco, sono nato benestante. Io ho avuto un padre che amavo profondamente e per il quale ho fatto tutto. Però ho avuto una madre, che ha lottato contro disavventure della vita, che mi ha sicuramente dato in dote la tenacia, la caparbietà e il senso di non mollare mai”.
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