L’Italia potrebbe e dovrebbe vivere di solo turismo. Eppure il settore sembra essere totalmente ignorato nei vari decreti del Governo. Oltre 40 mila imprese del settore rischiano il fallimento per la perdita di solidità finanziaria. Sono in immediato pericolo oltre 184 mila posti di lavoro, sono già 7 mila le imprese in meno nei primi tre mesi dell’anno. Il turismo italiano vale quasi il 15% del Pil nazionale.
Far crollare il comparto turistico vuol dire trascinare nel baratro un infinito numero di altre categorie di lavoratori. Dai commercianti ai ristoratori, dai tassisti alle guide. Tutto è legato al turismo. Eppure pare che ci sia una regia ben precisa dietro questi ritardi da parte del Governo.
Infatti ci sono decine e decine di grandi catene turistiche che rischiano di finire in mani straniere. La Germania vorrebbe replicare quanto già fatto in Grecia, dove riuscì dopo la crisi a rilevare porti, aeroporti e perfino isole.
A darle una mano sarebbero i cinesi che hanno già preso di mira i nostri porti per questioni commerciali. Ora puntano alle principali strutture ricettive. E noi continuiamo a chiedere aiuti all’Europa e a ricevere proposte di speculatori.
Il comparto deve prepararsi ad una grande mobilitazione generale. Gli italiani tutti devono preservare le nostre strutture ed eccellenze turistiche. Giù le mani dall’Italia.
La Matrix Europea, la verità dietro i giochi di potere – Con Francesco Amodeo
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