Si torna a discutere sulla reale natura del fenomeno che condiziona le nostre vite: quel coronavirus che vede in disaccordo persino gli scienziati e i microbiologi specializzati in virologia. Il dibattito riguarda una cosa in particolare, ovvero quella carta virale che contraddistingue il Covid come estremamente contagioso e che ha fatto fioccare per questo anche le fake news sulla sua presunta sopravvivenza sulle superfici per diverse ore, se non giorni.
Ai nostri microfoni il Prof. Massimo Andreoni, Direttore UOC del reparto Malattie Infettive del Policlinico di Tor Vergata, non ha negato la forte infettività del Sars CoV 2, ma ne ha analizzato una carica virale molto ridimensionata rispetto alla percezione generale.
Preoccupano infatti le riaperture previste nella Fase 2, che andrebbero a mettere una pezza sull’epidemia economica ma che lasciano dubbi su quella del virus.
Nessun dubbio sul provarsi una camicetta in un negozio d’abbigliamento, né sull’acquistare oggetti da un artigiano: fin quando il virus non viene a contatto con bocca, naso o occhi, nessun timore. Diverso è il discorso se si parla di merce edibile.
Ecco la spiegazione del Dott. Andreoni a Stefano Molinari e Luigia Luciani.
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