E’ stato fatto credere agli italiani con pomposi annunci a reti unificate che arriveranno centinaia di miliardi destinati alle imprese.
Questo è privo di fondamento per alcune ragioni tecniche.
Prima di tutto il concetto di automatismo.
E’ stato fatto credere che sia automatica la concessione di un contributo, questo è falso per due ragioni:
Sace, cioè la società per azioni del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti specializzata nel settore assicurativo-finanziario, non ha il personale sufficiente per organizzare queste cose.
Autorevoli quotidiani economici, come “Il Sole 24 ore”, stimano in 300-400mila le imprese che avranno diritto alle garanzie complete. Le altre che avranno bisogno di garanzie integrative o che non avranno garanzie sufficienti affronteranno le normali procedure di merito creditizio che peraltro esistono anche per la prima fascia.
Il tempo non è affatto immediato: ci vorranno settimane nei casi più semplici, mesi in quelli più complicati.
E’ una sola: quella di pagare le tasse allo Stato.
La rinegoziazione delle partite in essere con un vantaggio per il sistema bancario, che si prenderà le garanzie dello Stato.
Ci troveremo a fine maggio con gran parte delle imprese fuori gioco.
Malvezzi Quotidiani, comprendere l’Economia Umanistica con Valerio Malvezzi
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