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L’ultimo scivolone del Governo nel ‘Cura Italia’: decideranno le banche se dare i soldi alle imprese

Negli articoli precedenti abbiamo smontato la moltiplicazione dei pani e dei pesci del governo secondo cui 5 miliardi sarebbero diventati con un fantomatico moltiplicatore ben 350 miliardi, creando la necessaria liquidità per famiglie e imprese.

Veniamo alla parte finale di questo decreto: “E’ stato potenziato il fondo di garanzia Cassa Depositi e Prestiti con 500 milioni, che per effetto di un moltiplicatore pari a 20 consentirà 10 miliardi di potenziamenti“.
Cominciamo col dire che questi soldi andranno al sistema delle grandi imprese, non quindi alle imprese che ne avrebbero maggior bisogno.

Soldi delle imprese alle banche: perché?

“E’ stato dato un incentivo sotto forma di credito d’imposta alle banche per liberarsi di crediti insoluti pari a dieci miliardi“.
Vi chiederete: ma non dovevano darli alle imprese?
Sì, dicono i fenomeni del ministero, ma una volta che le banche si saranno liberate dai crediti deteriorati, avranno la disponibilità di pari importo per concedere nuovi crediti. Come dire che se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato una bella carriola.

Quando vedremo questi crediti?

Veniamo alle tempistiche: considerato che il termine per la cessione dei crediti è stato fissato per il 31/12/20 dobbiamo spostare l’asticella ancor più in là. Perché?
Ci sono sempre i tempi per le delibere, le leggi di Basilea che non sono sparite e il credito bancario che non ha fatto la stessa fine; ma non sono spariti neppure i controlli della Banca d’Italia, così come quelli degli organi europei.

In sostanza quei soldi verranno erogati nei primi mesi del 2021, ma forse, visto che ci trattano come degli ignoranti, non hanno immaginato che potessimo dedurlo.

Ricapitolando…

  • I primi 220 miliardi dei famosi 340 sono 0: è credito di firma, dunque non serviranno ad attivare nuova liquidità, ma a mantenere la liquidità nelle aziende per 6 mesi;
  • Gli oltre 100 miliardi del Fondo di Garanzia per i quali si erano investiti inizialmente ben 1,5 miliardi di euro secondo i nostri calcoli, da fonti del sito del MEF si riducono a 5 miliardi sulle piccole imprese;
  • I 10 miliardi garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti vanno alle grandi imprese;
  • I 10 miliardi che le banche dovrebbero finanziare a fronte della cessione dei crediti deteriorati – cosa che è molto difficile che si verifichi – li vedremo, forse, tra un anno.

Insomma, al di là delle balle del Governo noi stiamo attivando circa 25 miliardi se tutto va bene, di cui 15 nel 2020 e 10 nel prossimo anno. Alle piccole imprese per ora ne spettano 5.

L’Ordine Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ha stimato che il sistema economico sta perdendo circa 100 miliardi di PIL al mese, e non andrà meglio nella seconda parte dell’anno da questo punto di vista.
Coi nostri 5 miliardi possiamo essere tutto, fuorché tranquilli.

Malvezzi Quotidiani, comprendere l’Economia Umanistica con Valerio Malvezzi 


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Valerio Malvezzi

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