Positano, ridente cittadina sia nel sereno che nella tempesta. La perla della Costiera Amalfitana sembra non subire aumenti di contagio da coronavirus: regge dunque il settore sanitario, ma lo stesso ovviamente non si può dire sul turismo da ormai un mese a questa parte.
Ora c’è da prepararsi per farsi trovare pronti alla ripartenza, lo dice il sindaco Michele De Lucia, che ha comunicato a ‘Lavori in Corso’ di aver già sentito gli operatori del settore turistico. “Tutti pronti, possono riaprire in tre giorni“, resta dunque da capire quando si potrà tornare a uscire dalle case, e dunque a viaggiare, riempiendo di nuovo Positano di quel 90% di turisti che giungono da fuori dal nostro paese.
Non certo subito però, come proposto ultimamente da Matteo Renzi: De Lucia non ha digerito l’uscita del Segretario d Italia Viva, che sostiene essere una follia per avere notorietà.
Ecco l’intervista di Stefano Molinari e Luigia Luciani.
“Abbiamo avuto la fortuna di avere tutto sotto controllo, poi è un periodo in cui la costiera è ancora dormiente, per cui abbiamo avuto una vita un po’ più facile.
Oltre alle forze dell’ordine anche i nostri cittadini ci hanno aiutato molto, rispettando tutti gli appelli che sono stati fatti per difendere tutta la Costa d’Amalfi.
Turismo? Chiaramente è tutto fermo, Positano ha un turismo internazionale, di cui il 90% è straniero, quindi siamo in apprensione stiamo cercando di capire come ripartire a promuovere la nostra città, stiamo facendo diversi incontri anche con gli operatori che a dir la verità sono già pronti. Gli albergatori hanno detto di poter riaprire n tre giorni, per di più le prenotazioni continuano ad arrivare, tra le molte disdette.
Ci stiamo impegnando a far sì che Positano si possa vivere anche nel mese di novembre e dicembre per garantire lavoro ai 4mila lavoratori che vengono anche da altri comuni (tenete presente che Positano ha 4mila abitanti), vogliamo dare una possibilità anche a questi dipendenti e dobbiamo tutelare anche loro.
L’appello di Renzi? Io dico che Renzi l’ha buttato lì per farsi un po’ di notorietà visto che non riesce a far decollare il suo partito, perché questa la trovo una follia.
Sicuramente dobbiamo riaprire ma dobbiamo aspettare il momento giusto e sono d’accordo a riaprire in modo graduale le attività, perché chiaramente non possiamo compromettere le nostre zone turistiche, perché se importiamo il virus a maggio o a giugno è la fine.
Aspettiamo i giorni che dobbiamo aspettare, maquando riapriamo dobbiamo essere certi che questo virus sia andato via o per lo meno sicuri che possiamo tenerlo a bada, anche perché qui al sud non abbiamo la sanità che c’è in Lombardia“.
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