Attualità

Quarantena yo-yo: la teoria dei ricercatori del CNR per fronteggiare il Covid-19

Alcuni ricercatori del CNR insieme ad altri ricercatori britannici hanno elaborato una nuova teoria per poter far fronte a questa epidemia di Covid-19.

Noi non sappiamo bene che cosa succede nel momento in cui la curva si appiattisce e i malati e i contagiati diminuiscono, come il caso di Wuhan in Cina ora – anche se sappiamo che le autorità cinesi non hanno permesso ai cittadini di ricominciare la vita come prima, tant’è vero che la spesa viene ancora portata a loro dentro casa, non si possono muovere e sono ancora in quarantena. In Italia usiamo un sistema di distanziamento sociale pronunciato che se rispettato, potrebbe essere un’altra maniera di affrontare l’epidemia.

Quello che propongono questi studiosi è la cosiddetta “Quarantena yo-yo”, cioè: adesso si sta in questo tipo di isolamento fino a che i numeri non vanno meglio, da qui a primavera inoltrata o estate, poi si lasciano andare quarantena e isolamento sociale per un mese o due e si vede quello che accade. La vita potrebbe riprendere a scorrere come prima, ma ci potrebbero essere invece nuovi focolai o inizio di altri contagi e ricoveri in terapia intensiva che non permetterebbero di continuare la vita come prima. Dunque di nuovo un altro periodo di quarantena, un mese o due. Poi un altro in cui si prova a uscire e così via fino ai 18 mesi, che sono quelli teoricamente necessari per la scoperta e l’approvazione di un vaccino che a quel punto dovrebbe rendere immune la popolazione.

Ciò tenendo anche conto che nel frattempo i contagi sarebbero stati così tanti, e per la maggior parte asintomatici o con sintomi molto lievi, da rendere anche da quel punto di vista immune la popolazione. Ecco che quindi si andrebbe comunque verso un miglioramento fino al vaccino che la eradicherebbe quasi completamente, come è accaduto ad altre epidemie che hanno fatto molte più morti in molto meno tempo.

Questo è senz’altro uno studio scientifico, non siamo tuttavia molto tranquilli per quello che succederà dopo. Però è anche vera una cosa: quello che conta di più per noi esseri umani è che finiscano questi dati così gravi che invece ci continuano a martellare. Se riusciamo a vedere qualcosa che ci dà la soddisfazione è un po’ come quando mutatis mutandis ti metti a dieta e puoi stringere la cinta aggiungendo un buco: fino a che non lo fai puoi anche essere a dieta ma non ti sembra di aver raggiunto nessun successo. Se invece hai quel successo lì poi allora riprendi la tua dieta, il tuo comportamento virtuoso, con maggior rigore.

Speriamo che non ce ne sia bisogno.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi


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Mario Tozzi

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