La storia che ha raccontato Sigfrido Ranucci ai microfoni di Radio Radio ha dell’incredibile. Il coronavirus ufficialmente è stato segnalato per la prima volta all’ONU dalla Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan il 31 dicembre, ma a Pechino l’allarme potrebbe essere partito addirittura mesi prima.
Lo ha spiegato questa mattina il giornalista e conduttore di Report a ‘Un giorno speciale’.
“Io sospetto che il coronavirus fosse in giro già da un po’ di tempo. Un amico è andato in Cina tre, quattro mesi fa e aveva qualche linea di febbre. E’ stato fermato a Pechino ed è stato tenuto fermo in osservazione. Una pratica un po’ anomala! Ci veniva da chiederci se a Pechino fossero già informati che c’era qualcosa che non andava.
L’altra cosa abbastanza inquietante è la sottovalutazione da parte della politica, ma di tutte le strutture dedicate italiane, a quello che secondo me è un problema gravissimo: le morti dovute ai batteri resistenti agli antibiotici. 10.000 morti ogni anno in Italia”.
ISCRIVITI AL NOSTRO CANALE YOUTUBE
Nel dibattito pubblico europeo, anche quando si affrontano temi di politica internazionale tra i più…
ROMA-GASPERINI: ARIA D'ADDIO? - Si complica, e non poco, la stagione della Roma. Dopo l’amaro…
L’economia statunitense mostra segnali di rallentamento nel primo trimestre del 2026, con un PIL cresciuto…
Dalla Roma alla Juventus, via al trasferimento: un big cambia maglia e si trasferisce in…
Già da alcune settimane Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, va…
"Ho scoperto che la CIA sta preparando una denuncia contro di me". L'ultimo video di…