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Salute

Antidolorifici: un’alternativa senza effetti collaterali può essere la cannabis terapeutica

Negli ultimi 25 anni è raddoppiato l’uso degli antidolorifici oppioidi anche per dolori non oncloogici, dunque derivati da malattie comuni.
Gli oppiacei hanno però degli effetti collaterali, come la stitichezza e la non trascurabile problematica della dipendenza che assale tutti i pazienti a cui vengono somministrati.

Con la cannabis terapeutica si può riuscire a modulare la sindrome d’astinenza che si ha con gli oppiacei e in qualche caso si hanno notevoli vantaggi anche rispetto ai comuni antidolorifici.
Il farmaco è inoltre funzionale anche al potenziamento del nostro sistema immunitario.

Per la rubrica ‘Cannabis e Terapia’, in collaborazione con Farmacie Gruppo Coviello, la dottoressa Cristiana Salvadori ha spiegato tutti i casi in cui questo è possibile.

Riascolta la puntata e per maggiori informazioni invia una mail a cannabiseterapia@radioradio.it o invia un messaggio al 351 82 80 441.

Per i pazienti che hanno una problematica cronica di fondo con alterazioni del sistema immunitario la cannabis terapeutica è particolarmente consigliata.
Ha infatti delle componenti che influiscono direttamente sul sistema immunitario, andando a potenziare le cellule che lavorano sull’infiammazione.

Quando ci sono polmoniti o infezioni gravi si usano grosse quantità di cortisone, che in fase iniziale aumenta le nostre difese, ma che su pazienti cronici le diminuisce.
La cannabis si utilizza come il cortisone, ma è lenta, quindi impiega più tempo per attivare le difese. In fase di prevenzione è assolutamente utile.

La problematica più grande per le persone tormentate dal dolore è che prendono oppiacei senza nemmeno sapere cosa stanno prendendo. Smettere di prenderli diventerà in seguito molto complicato.

La cannabis non agisce sul sistema nervoso centrale come fanno gli oppiacei: innalza la soglia del dolore, non ha la potenza di interromperlo.

Gli antinfiammatori non potrebbero essere presi per un lungo periodo perché sono tossici per i reni e per il fegato, possono fare buchi nello stomaco nonostante l’alternanza con altri farmaci: è quando non si risponde a quei farmaci che si autorizza i medici a prescrivere gli oppiacei. La cannabis terapeutica può rappresentare una valida alternativa a questi ultimi“.

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