L’annuncio di ieri e il discorso in pompa magna al Tempio di Adriano di oggi sarebbero solo la punta di un’enorme Iceberg secondo Pietro Senaldi.
Già, perché secondo il direttore di Libero Luigi Di Maio aveva maturato la decisione delle sue dimissioni molto prima, addirittura in un giorno di mezza estate, quel giorno in cui il governo gialloverde vide la sua fine.
Il motivo, per Senaldi, starebbe nel fatto che il Ministro degli Esteri non si sarebbe trovato nel dialogo col PD.
Ecco cosa ha detto a ‘Lavori in Corso’.
“Lui è stato anche onesto, la mia impressione è che Di Maio non ce la facesse più a tenere in mano il partito.
D’altronde come fai a tenere in mano un partito creato da un guru scomparso e un comico geniale e inaffidabile che ha perso il 60% dei consensi nel giro di due anni?
Di Maio se ne va perché ha perso parlamentari e consensi, quindi fa bene, anche se non credo che chi gli succederà farà molto meglio di lui.
Se si ricandida? La politica italiana non è razionale, ma sarebbe una mossa della disperazione, vedo più una possibile scissione.
Di Maio sapeva già come sarebbe andata a finire ad agosto, durante il discorso di Conte, era impietrito. Lui era fatto per dialogare con Salvini, non col PD, lascia anche per questo“.
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