Dal 1992, anno di Tangentopoli, a oggi sono stati pubblicati nuovi documenti e sono emerse inedite dichiarazioni che meriterebbero importanti approfondimenti. Sarebbe quindi il caso di aprire una seria Commissione d’Inchiesta sul ruolo dei magistrati in Mani Pulite, in particolare su Di Pietro e il suo rapporto con il Dipartimento di Stato Usa.
Due dichiarazioni ufficiali meriterebbero di essere approfondite ed indagate. La prima è quella di Reginald Bartholomew, ex ambasciatore americano in Italia: “Un pool di magistrati di Milano che nell’intento di combattere la corruzione politica dilagante era andato ben oltre, violando sistematicamente i diritti di difesa degli imputati in maniera inaccettabile in una democrazia come l’Italia”.
Inoltre Bartholomew disse che il suo predecessore Peter Secchia aveva acconsentito al Consolato di Milano di gestire un legame diretto con il pool di Mani Pulite, prassi a cui lui pose fine.
Peter Semler, ex console degli Stati Uniti, dichiarò invece di aver incontrato il Pm Antonio Di Pietro nel 1991 e che in quella occasione Di Pietro gli preannunciò gli arresti e le indagine che avrebbero coinvolto Craxi e la Democrazia Cristiana. Poi Di Pietro fece un viaggio negli Usa in cui, secondo l’allora console, incontrò molta gente di potere…
Hanno così spazzato via una classe politica: uomini che, con tutti i loro difetti, avevano dimostrato di voler difendere la sovranità italiana dai diktat americani e del mercato.
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