Un estratto di un articolo del senatore Paolo Guzzanti, presidente della Commissione Mitrokhin lascia intendere che il delitto Moro e lo scoppio di Tangentopoli avrebbero avuto un’unica regia.
Questo emerge anche dal libro “The Italian guillotine”, di Luca Mantovani e Stanton Burnett.
Si tratta di un libro mai tradotto in italiano: eccone un estratto.
“Moro da vivo era stato odiato dai comunisti, che lo avevano sempre attaccato che oggi lo santificano come fosse un martire.
Moro era odiato da Eugenio Scalfari così come Giovanni Falcone era odiato dai comunisti e degradati da vivo, ma poi assunto nell’olimpo dei martiri resi ormai innocui.
Quanto a Moro, sapeva che si stava stringendo il cappio attorno al collo e quel cappio era stato preparato da ben altri che non i quattro mascalzoncelli sanguinari dei brigatisti duri e puri.
La democrazia repubblicana è da decenni sotto attacco, fragile, infetta e sempre sotto tutela. La macabra sorpresa della Renault rossa di quarant’anni fa rappresentò l’apice della viltà e della malvagità.
Il delitto più grave è che malgrado decine di migliaia di pagine e di udienza, agli italiani è stato propinato, allora come oggi, un pappone imbottito di sonnifero e di edulcoranti, affinché non pensassero troppo.
La stessa strategia che useranno anni dopo contro Craxi e molto probabilmente con la medesima regia“.
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