Il Milan pareggia in chiusura, si arrangia nel primo tempo supplementare, dilaga nel secondo, con Ibra che fa il quattro, chiudendo la serata. In semifinale di Coppa Italia troverà la Juve. Avversarie di gran nome, spettacolo in tv, Rai soddisfatta.
Il Toro fa il suo. Ben diverso da quello travolto dall’Atalanta. Il Milan va a strappi, bello solo quando la palla arriva a Rebic ed Hernandez, che completano una fascia sinistra di qualità. In mezzo non c’è Ibra, per ora in panchina, ma Piatek, al quale ormai vanno tutte storte.
Ibra entra a trenta minuti dalla fine e il Milan cambia. Lui fa cose buone e meno buone, sbaglia un gol facilissimo, ma è la squadra a cambiare, nella testa e nel modo di giocare: ora basta cercare lo svedese.
Nell’insieme, prima di quel finale da applausi, un Milan belllo e bruttino, però mai arrendevole e in continua crescita. Rebic rischia il rosso per una manata: il suo unico neo. Resta una domanda: come mai non giocava prima?
Roberto Renga
È l’argomento usato per giustificare l’obbligo vaccinale: l’immunità di gregge. Secondo Paolo Bellavite, medico ed…
Il gioco delle tre campanelle continua a presidiare il centro di Roma, nonostante blitz con…
La decima giornata di Serie A propone due appuntamenti centrali: il derby Milan-Inter e Juventus-Napoli.…
INTERVISTA A GIANNI PETRUCCI - Ottobre 2027 resta l’obiettivo dichiarato per la partenza di NBA…
Sapete quant’è stata l’inflazione negli ultimi anni? Quant’è stata la vera erosione del potere d’acquisto…
La gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, trentenne…