Il coronavirus spaventa anche l’Italia: dopo i primi casi in altri paesi europei, il viruscinese arriva a Roma. La notizia è stata comunicata direttamente dal premier Giuseppe Conte, che ieri sera ha detto a Palazzo Chigi: “Si tratta di due turisti cinesi che sono venuti nel nostro Paese a gennaio”. Ha precisato inoltre che non c’è motivo di panico e allarme sociale, in quanto sono state prese “misure rigorose di precauzione”.
Quale è la situazione adesso in Italia? Dobbiamo aspettarci altri contagi? Che precauzioni dobbiamo prendere? Quali sintomi ci devono preoccupare?
“Si è verificato quello che era possibile: due cittadini provenienti dalla provincia di Wuhan sono risultati positivi. Questa è stata anche la prova per il nostro sistema di allarme. Erano in Italia dal 23 gennaio, è già stato verificato tutto il tragitto dal loro arrivo a Malpensa: quindi è stato fatto tutto quanto a ritroso il loro percorso e le persone con cui sono entrate in contatto. Quando si dubita dello Stato bisogna fare attenzione non andiamo oltre certi pensieri: è impossibile tenere nascoste cose del genere e non capisco perché dovrebbero essere tenute nascoste. Anzi dirlo significa responsabilizzare coloro che ascoltano.
È possibile che ci possano essere stati altri contagi, così come è possibile che qualche altro turista o cittadino possa sviluppare i sintomi. Ora si tratta di una polmonite su base virale che se prontamente riconosciuta guarisce. Il numero di morti è prevalentemente concentrato in Cina”.
“È evidente che chi ha i sintomi – tosse e febbre – ha molto più probabilità di essere infettanti rispetto a chi non ha i sintomi. Chi ha i sintomi, e più gravi sono i sintomi, più ci sono le possibilità che possa trasmettere. Le forme più gravi hanno la polmonite. Questo virus si porta un’etichetta di virus ‘letale’ che probabilmente è largamente sovradimensionato rispetto alla realtà”.
“Arriva un turista che sta bene, sviluppa i sintomi della malattia in itinere… Cosa dovremmo fare? Tenere in quarantena tutti coloro che arrivano sul territorio nazionale che stanno bene? Non scherziamo… Io credo che ciò che è stato fatto dal Ministero della Salute e da tutti gli attori presenti nella task force sia eccezionale. In un momento come questo, quando si parla di Sanità bisognerebbe fidarsi delle istituzioni. Credo che sia ora di cambiare la visione del nostro servizio sanitario nazionale. Funziona ed è invidiato nel mondo”.
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