Erano perfettamente consapevoli di ciò che stavano facendo, parliamo dei nostri politici quando nel 1992 diedero il via all’epoca delle privatizzazioni, o sarebbe meglio chiamarle svendite.
Lo sapeva Draghi, quando nel suo discorso sulla nave Britannia analizzò le possibili ripercussioni di quelle privatizzazioni: “La disoccupazione potrebbe aumentare come effetto della ricerca dell’efficienza sulla possibile concentrazione di mercato e sulla discriminazione dei prezzi in particolare per la privatizzazione delle utility“.
“La deregolamentazione dovrà accompagnare la decisione di privatizzare“, disse Draghi, tutto ciò per limitare il potere della politica sulle aziende pubbliche.
Ma se vogliono sbarazzarsi della politica nelle mani di chi intendevano metterci?
Draghi risponde così: “I mercati vedono le privatizzazioni in Italia come la cartina di tornasole della dipendenza del nostro Governo dai mercati stessi“.
Traduciamo: bisognava fare fuori la politica per fare spazio ai mercati.
Si tratta del concetto descritto dalla Rockefeller, dal Club Bilderberg e dal Gruppo dei Trenta.
Che ruolo ha Draghi? E’ esponente di tutte e tre le organizzazioni.
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