“Loro sono furbi” è il titolo del libro di Federico Zamboni, giornalista e saggista che ha deciso di raggruppare tutti gli articoli redatti in carriera e sistemarli a mo’ di opera letteraria. Un compromesso tra un titolo e un prologo, visto che il sottotitolo è anche il messaggio del suo libro: “Ma noi possiamo essere intelligenti“.
Una spiegazione su come siamo manipolati tramite un “istupidimento” generale, ma come sia possibile uscire o quantomeno ridurre gli effetti della manipolazione.
“Sono tutti quei gruppi di potere i quali hanno la disponibilità economica e quindi la possibilità di utilizzare i media direttamente o indirettamente inducendo grandi quantità di elettori a pensare in una certa maniera.
I cittadini vengono orientati a pensare in una certa maniera. Attenzione a questo passaggio: pensare molte volte sembra un’attività autonoma, invece è un tutt’uno, un groviglio.
L’obiettivo è quello di far sì che una parte cospicua della cittadinanza pensi l’esistenza sulla base di valori o disvalori: un esempio su tutti è il consumismo, o la confusione che si fa in genere tra notorietà mediatica e fama.
La differenza fondamentale è tra essere stupidi ed essere ‘instupiditi’. Facciamo un esempio con l’ambito fisico: è come se una persona smette di allenarsi, di muoversi, di utilizzare attivamente il proprio fisico e perde il proprio tono muscolare.
Noi diciamo che tutte le opinioni sono potenzialmente rispettabili: questo è un classico caso di manipolazione, una cosa palesemente infondata, lo si dimostra in 10 secondi. Intanto bisogna vedere opinioni riferite a cosa? Io ho ampie competenze in tanti ambiti, ma ho anche tante altre enormi incompetenze. Ognuno si deve assumere la responsabilità di quello che dice, ma ancor prima di assumere quelle competenze“.
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