Si chiamano Immobile, Correa e Luis Alberto. Il primo fa sempre gol (altri due e siamo a diciassette), il secondo procura rigori ballando in area, il terzo riceve un penalty in regalo da Ciro dopo aver offerto assist anche agli spettatori.
Sono i tre calciatori che fanno irresistibile la Lazio in fase offensiva. Ma, almeno questa volta, non sarebbe giusto ignorare Lazzari e Lucic, le due frecce esterne, che permettono alla Lazio variazioni sul tema dei triangoli centrali.
E anche così facciamo un torto a tutti gli altri: questa volta non ci sono punti deboli e distrazioni.
Dopo l’uno a zero l’Udinese si fa vedere, ma senza tirare in porta. Per il resto solo il calcetto totale della Lazio che, quando gioca così, la palla non la tiene, la nasconde per farla uscire nell’area avversaria.
Succede tutto nel primo tempo: tre gol, di cui due su rigore ineccepibile. Altre reti vengono fallite secondo tradizione. La ripresa è una lunga melina che permette di farsi vedere pure ad Anderson: niente male, conclusioni a parte.
Sabato la partita contro la Juve e si vedrà. Intanto approfittiamo del tempo a disposizione per chiedere a Lotito e Tare di pescare un ottimo difensore. Il gioco, ossia la Champions, vale la candela.
Roberto Renga
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