La Russia di Putin non commette neppure un errore in geopolitica, appare anzi impeccabile. Ha sostenuto il Venezuela di Maduro e adesso appoggia la Bolivia di Evo Morales contro il modello a stelle e strisce, contro la monarchia del dollaro, contro l’americanizzazione del mondo.
E’ dall’oriente che dobbiamo attenderci la risorgenza della luce, è la Russia che dobbiamo guardare con ammirazione e speranza. Essa rappresenta infatti la sola possibilità di un mondo multipolare sottratto al monopolarismo dominante, quello barbaro della città del dollaro che viene pudicamente chiamato globalizzazione.
Dopo il 1989, dopo la triste parentesi di Gorbacev e di El’cin, servitori dell’atlantismo, con Putin assistiamo a un ritorno di orgoglio di identità della Russia. Assistiamo al ritorno di una potenza che si oppone al mondialismo statunitense, che fa da forza frenante rispetto all’imperialismo USA.
Dobbiamo immaginare Obama che dice ‘Yes we can’ e Putin che risponde fermamente ‘No, you can’t’. Questa è la funzione fondamentale in ambito geopolitico della Russia di Putin.
E l’Italia che fa? Eccole le nostre sinistre sempre dalla parte del padrone a stelle e strisce: Zingaretti invece di incontrare il socialista patriottico Evo Morales, incontra il liberista imperialista Clinton. Mai che ci si schieri con i popoli oppressi e con i governi socialisti in lotta contro l’imperialismo.
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