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Attualità

A muso duro

La proposta della Senatrice a vita Segre circa la necessità di ricorrere all’istituzione di commissioni speciali o straordinarie in materia di razzismo mi ha lasciato molto perplesso visto che tale argomento è già disciplinato in maniera chiara ed esaustiva dalla nostra Costituzione.

Credo che a nessuno sia sfuggito che l’introduzione di commissioni straordinarie in sede parlamentare in grado di promuovere autonomamente disegni di legge, senza dover transitare per l’organo eletto dal popolo nella sua pienezza, sia legato a questioni urgentissime che richiedono una via repentina e speciale.

Siamo davvero quindi, un popolo di razzisti incalliti, soprattutto antisemiti, che necessitano di prescrizioni urgenti e speciali per essere raddrizzati?

Credo di ricordare che la nostra Costituzione in maniera lapidaria all’articolo 3 reciti nel modo che segue: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

Cosa dovrebbe aggiungere il lavoro urgente ed improcrastinabile di una commissione straordinaria ?

Ho il massimo rispetto per chi ha sofferto.

E francamente tra chi ha sofferto non vedo distinzioni o graduatorie.

Debbo affermare, per onestà intellettuale e per fortuna, che in tutta la mia vita non ho mai assistito direttamente ad atteggiamenti antisemiti. Ed in tutte le persone che frequento e che ho potuto conoscere, finanche marginalmente, mi è sembrato sempre di ravvisare una totale assenza di atti, seppur larvatamente, ostili nei confronti degli ebrei.

Le leggi razziali sono state probabilmente la pagina più brutta tra quelle scritte in Italia nel secolo scorso.

Ma non credo che si possa attribuire il termine negazionista a chi sostenga che lo stato italiano nelle sue istituzioni non presenti alcuna norma discriminatrice e che la stragrande maggioranza del popolo italiano non debba ricevere insegnamenti da altri popoli in termini di rispetto per le genti e per le religioni presenti sulla terra.

Per alcuni avere rispetto per la propria identità, difendere la propria tradizione e la propria cultura, come del resto andare fieri della propria appartenenza alla patria, già di per sé rappresenta un atteggiamento chiuso e discriminatorio.

Si pretenderebbero comportamenti tiepidi nei confronti della nostra identità per aver la garanzia che venga rispettata l’identità altrui?!

Mi chiedo come possa rispettare una fede diversa dalla nostra chi denigra i nostri connazionali per il fatto che si sentano ancora orgogliosamente italiani.

Il rispetto per l’altro non si ottiene con la forza repressiva di un provvedimento sanzionatorio, ma vincendo l’ignoranza, la fame, promuovendo la pace, la prosperità, il lavoro.

Gli italiani non sono razzisti!

Con buona pace degli inquisitori e dei manettari dalle sfolgoranti carriere.

Attribuire ad un popolo colpe che non ha è da irresponsabili!

E soltanto pensare che il nostro popolo abbia bisogno di una commissione straordinaria che detti regole e prescrizioni per redimerlo, come se fosse un popolo malato, questa è mera speculazione.

Negli ultimi anni gli italiani hanno ricevuto da altri italiani, evidentemente più “saggi ed acuti” di loro, l’etichetta di corrotti, poi quella di abusivi ed evasori, ed ora, come se non bastasse, quella di popolo razzista.

In buona sostanza un popolo criminale.

A questo punto Vi chiederete quindi, cosa vi sia dietro questa ignobile speculazione?

Sicuramente non gli ebrei. Loro avrebbero tutto da perdere dinanzi a chi crea inutili e fastidiosi allarmismi o peggio cerca attraverso lo scontro sociale di denigrare l’avversario politico che non riesce a combattere attraverso le strade del leale confronto.

Strumentalizzare e piegare la sofferenza di chi l’ha veramente patita, per far figurare l’avversario politico come un untore patrocinatore di odio, non porta lontano.

I galantuomini non si riconoscono dalla bandiera che fanno sventolare, ma da come sanno abbracciare il proprio simile nella difficoltà.

E visto che ormai sia a destra che a sinistra di galantuomini ne vedo assai pochi, non oso immaginare cosa potranno inventarsi nei giorni di poi, pur di continuare a recitare da primi attori, nonostante abbiano abbondantemente dimostrato, ormai da tempo immemore, dati alla mano, di non saper governare

E pensare che l’Italia invece avrebbe tanto bisogno di pace, di serenità, di rispetto e di buongoverno.

Enrico Michetti


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Enrico Michetti

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