Esiste una differenza sostanziale tra l’Europa che ci raccontano e l’Europa che il popolo vive sulla propria pelle ogni giorno.
Ci sono due filoni su questa narrazione, due “pillole”: una “azzurra“, supportata dall’apparato politico, accademico e mediatico che vede l’Unione Europea come un sogno che rischia di fallire e l’Italia come un paese attraversato dalla crisi economica. La pillola “rossa” è quella che invece vede l’UE come un incubo che si realizza e l’Italia come vittima di un golpe finanziario.
La pillola “azzurra” vede nella cessione di sovranità e nei padri fondatori dell’UE il modo e il mezzo di assicurare pace e prosperità.
La pillola “rossa” vede nell’Unione Europea il risultato di un golpe bianco, i cui padri fondatori fanno parte dei servizi segreti americani, interessati a difendere le oligarchie finanziarie contro le democrazie.
La prima versione, la più rassicurante vede la crisi economica come una fase fondamentale e passeggera, indispensabile alla crescita.
Si tratta invece di una crisi irreversibile: l’impennata del tasso di disoccupazione, del fallimento delle aziende e del macabro dato di suicidi dimostrano invece il contrario.
La crisi è irreversibile in quanto funzionale alla conservazione del potere di chi l’ha indotta per i propri interessi. Per farlo era necessario impedire agli stati di emettere la propria moneta: i popoli europei sono sotto assedio, ma l’uscita dalla gabbia che i padri fondatori europei – odiatori delle costituzioni e delle democrazie – hanno costruito loro attorno dipenderà da come reagiranno.
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