Sono andati via con i carri armati, sono tornati con le banche.
Il nuovo campo di battaglia si chiama “mercato libero”, lo Spread è l’ultimatum.
Le organizzazioni sovranazionali fungono da quartier generale, le banche speculative come droni, individuano il bersaglio e lo colpiscono seminando morte e distruzione.
Non ci sono più soldati in mimetica, ma colletti bianchi con abiti scuri che si riuniscono in hotel di lusso e nelle sfarzose sedi dei potentati finanziari e delle multinazionali. L’esproprio militare diventa cessione di sovranità, il racket imposto alle colonie viene chiamato “fondo salva-Stati“.
L’invasore diventa il supervisore, l’occupazione diventa il commissariamento, i salotti televisivi diventano le piazze dove esporre il nemico a testa in giù.
Ma allora cosa è rimasto della guerra tradizionale? La volontà di conquistare.
Un popolo che non capisce che gli è stata dichiarata guerra è un popolo che non si difende, che non si realizza, che non si riscatta.
Il cartello finanziario internazionale ha già dispiegato i suoi uomini nei punti strategici delle istituzioni nazionali: vogliono sottrarci libertà individuali, dignità, democrazia e autodeterminazione.
Il popolo italiano non può più attendere, se non si organizza per la guerra l’ha già persa.
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