Il caso Ilva dimostra come aver ceduto la sovranità monetaria è stato un atto criminale.
Pur sapendo che uno degli altiforni dell’Ilva non è a norma di legge e che ha già causato la morte atroce di un lavoratore, la discussione non viene incentrata sulla necessità che ciò non accada più.
Non è la vota che viene messa al centro, ma gli interessi di chi deve fare profitto.
Quello che tutti vogliono sapere è se quando ci sarà il prossimo intervento con nuovi morti qualcuno pagherà.
Uno Stato che, non potendo avere sovranità monetaria, non produce posti pubblici e non proteggere i posti privati mette i propri lavoratori nelle condizioni degli operai dell’Ilva: manifestare in favore del proprio carnefice, mettendo in discussione la sua salute in cambio di un salario.
Chi sarà il prossimo lavoratore ad essere investito da ghisa incandescente?
Non lo sappiamo, “ma dateci un salario“.
Chi sarà il prossimo a subire le conseguenze dell’inquinamento in quella zona?
Non lo sappiamo, “ma dateci un salario“.
Uno Stato senza sovranità monetaria non potrà che sacrificare i propri cittadini nell’altare del profitto dello straniero.
Solidarietà agli eroi dell’Ilva.
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