Si parla tanto dei furbetti del cartellino, di quei dipendenti pubblici che ufficialmente sono al lavoro – cartellino alla mano, appunto – e che in realtà sono altrove a sbrigare proprie faccende. Viene allora da chiedersi: e tutti quei dipendenti che il cartellino non ce l’hanno e non devono timbrare né in entrata né in uscita? La fanno franca?
Chi lucra indebitamente lo stipendio o parte di esso svolgendo durante l’orario di lavoro incombenze private estranee ai compiti istituzionali è perseguibile per il reato di truffa, ciò a prescindere dall’obbligo di timbrare.
Ma come rimediare alla brutta immagine che si trasmette pubblicamente di un’amministrazione così assenteista?
Esiste il cosiddetto ‘danno all’immagine della pubblica amministrazione‘. Nel giudizio penale l’amministrazione può costituirsi parte civile e chiedere la condanna del dipendente truffaldino e il risarcimento dei danni.
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