Continuiamo a parlare del signoraggio, termine “proibito” per il quale si fanno ormai interrogazioni parlamentari, quindi soggetto a censura.
Come detto in un appuntamento precedente la moneta nasce per varie funzioni, di queste ultime la terza è quella del pagamento delle tasse e quindi del regolamento delle cause con la giustizia: quest’aspetto ha una lunga tradizione storica.
La moneta usata per pagare queste tasse e regolare questi conti giudiziari è quindi decisa dal sovrano, ma prima non era così.
Le tasse infatti si pagavano con altri mezzi, come ad esempio gli animali.
E’ nel V secolo a.C. che i romani stabiliscono di pagare le tasse con la moneta stabilita dallo Stato.
L’altra grande “esplosione” storica della moneta furono gli eserciti.
Quando con l’impero i membri dell’esercito passeranno dalla condizione di liberi a quella di mercenari la figura del legionario diviene fondamentale.
Diventa altresì essenziale la figura del solidarius, cioè quello che oggi chiameremmo “il soldato”.
La parola “soldato” deriva da solidus, con cui si intende la moneta solida, ovvero la moneta d’oro.
Il soldo serviva dunque per pagare gli eserciti e finanziare le guerre.
D’ora in poi, da Alessandro Magno, passando per tutti i grandi imperatori, fino ad arrivare a Carlo Magno, tutti metteranno la propria faccia su quella moneta, creando di fatto quello che diventerà in seguito “l’agio del signore”.
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