È giusto esprimere la propria solidarietà a Liliana Segre per gli orrendi attacchi che le giungono dalla rete. È anche opportuno però esprimerle solidarietà per l’uso egualmente vigliacco e strumentale che da tempo stanno facendo di lei molti del quadrante sinistro.
Essi infatti utilizzano l’antifascismo in assenza di fascismo come alibi per giustificare le loro politiche, per non dover essere anticapitalisti in presenza di capitalismo. Impiegano la lotta per un nemico che non c’è più per non dover affrontare il nuovo nemico di cui sono invece divenuti preziosi alleati e sostenitori.
Pare che il problema principale del momento storico, dei giovani martoriati dalla globalizzazione e dal precariato, siano il fascismo o l’antisemitismo. Salvo episodi minoritari, stupidi e isolati – che vanno certamente condannati – fascismo e antisemitismo per fortuna si sono estinti. Non occupano, di certo, il centro della scena.
Eccolo dunque il profilo nuovo delle sinistre: abbandonano falce e martello e impiegano Liliana Segre per dirottare l’attenzione dai reali problemi del paese.
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