Tra l’inizio degli anni ’20 e la fine degli anni ’60 sembra che gli italiani abbiano avuto una particolare predisposizione a costruire impianti industriali nei pressi dei posti più belli d’Italia.
Ora che si sono visti i danni di quella produzione industriale, soprattutto sul fronte ambientale, ci troviamo di fronte a una serie di ‘bombe ecologiche’ che non sappiamo come disinnescare.
Tra questi, il caso più grave è quello dell’impianto dell’ex Ilva di Taranto, perché lì si sta procedendo a lavorare con un altoforno che funziona non in condizioni di sicurezza né personale né ambientale.
Si è arrivati al punto che cittadini muoiono a causa di patologie derivanti dalle emissioni di questo stabilimento e che si verifichino contrasti tra chi è fuori dalla fabbrica e chi è all’interno di questo impianto.
Rischiare di morire oppure di inquinare il mondo è un dilemma che non deve essere più posto. Bisogna prendersela con i veri responsabili di questa situazione, ovvero i proprietari dei mezzi di produzione che non vogliono ridurre i profitti per convertire la produzione dell’attività industriale di questi grandi impianti.
La soluzione è quindi una sola: chi inquina deve pagare.
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