Italia-Grecia, Stadio Olimpico e probabile sorpresa in formazione. Il tridente infatti potrebbe non vedere Chiesa dal primo minuto, ma Bernardeschi.
In campo quindi: Donnarumma in porta, difesa a 4 con D’Ambrosio, Bonucci, Acerbi e Spinazzola, centrocampo composto da Barella, Jorginho e Verati e tridente con Bernardeschi, Immobile e Insigne.
Se vinciamo siamo ufficialmente agli Europei 2020, partita “semplice”, dicono. Ma questa formazione è efficace? Perché Chiesa non gioca? Esiste un leader, un uomo simbolo in campo di questa Nazionale azzurra?
Nando Orsi – La Grecia ha cambiato allenatore, non ha schierato i tre più importanti perché dice che vogliono sperimentare per i mondiali del Qatar. Quindi penso che stasera se l’Italia gioca normalmente la qualificazione ce l’ha. Però voglio anche vedere qualcosa di positivo, voglio vederli giocare a calcio.
Ormai Mancini ha messo quegli otto-nove giocatori e li porterà a essere titolari nella partita inaugurale di Euro 2020. Sta sperimentando ma fino a un certo punto. Può cambiare uno o due giocatori, ma il gruppo dei quasi titolari c’è tutto.
Uomo simbolo? Mancini, sicuro. Però in campo… poteva essere Chiellini, ma si è fatto male. Un simbolo è quello che ti trascina, il leader carismatico. Noi abbiamo buoni giocatori che possono diventare forti e crescere, però non abbiamo quello carismatico. E forse è un bene, perché vuol dire che si gioca di squadra e non che si è focalizzati su un giocatore solo.
Franco Melli – Buona Nazionale con alcune scelte opinabili, per esempio quella di Chiesa e Bernardeschi. Bernardeschi è l’unico giocatore della Juve che ha fatto male con l’Inter. Speriamo che prenda quota e riesca a ripagare le attese. Ci doveva essere Sensi, ma si è infortunato. Per quanto riguarda Immobile, giocando a Roma, mi sembrava quasi uno sgarbo che non lo facessero partire. Poi nel corso della partita magari Belotti subentrerà.
La Grecia direi che è in fase di giacenza: è lì che giace al pareggio col Liechtenstein.
Un leader della nostra Nazionale? E’ Mancini. In campo non c’è. Se noi pensiamo alla storia della Nazionale c’è sempre stato qualche giocatore: Rivera, Mazzola, Gigi Riva, o anche i portieri. Adesso è un momento un po’ così, di passaggio. Ci auguriamo che qualcuno di questi ragazzi riesca a diventare un simbolo, ma non è detto.
Furio Focolari – Io mi domando il motivo per cui Mancini faccia giocare Bernardeschi e non Chiesa che secondo me è il giocatore più forte della Nazionale. Probabilmente proprio perché vede Bernardeschi in difficoltà e non lo vuole perdere per la Nazionale. Vuole dargli una chance, come quando una mamma dà una mano più al figlio debole che non a quello più forte.
Poi, l’Italia stasera gioca contro la Grecia. Giocasse contro il Brasile o la Germania o la Francia sarebbe tutto un altro interesse. Menomale che vanno in 50 mila all’Olimpico a vedere una squadra italiana che vince, perché negli ultimi anni sono andati in 50 mila all’olimpico a vedere una Nazionale che perde.
Leader? Dobbiamo pensare ai giovani: c’è da fare una foto in cui ci metto Chiesa, Sensi, Barella e Zaniolo. E’ questo il simbolo della Nazionale, sono quattro giocatori importanti nel firmamento del calcio europeo.
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