L’opinione pubblica è intorpidita, non riesce a farsi esattamente un’idea di cosa stia accadendo nelle lande tra Turchia e Siria: i padroni del discorso e gli amministratori delle sovrastrutture vogliono che così accada.
Il cuore della questione è un’aggressione imperialistica a tutti gli effetti, peraltro già programmata nei confronti della Siria di Assad da tempo immemore, dal 2013 circa.
Non è un mistero: la Siria di Assad era già stata additata da tempo dai padroni del mondo a stelle e strisce come Stato canaglia, degno di essere aggredito e “liberato”, cioè essere annesso all’impero mondializzato a trazione atlantista.
Qual e’ in sostanza la colpa di Assad e della Siria? Non ci stancheremo di ripeterlo: non allinearsi alla mondializzazione della monarchia del McDonald, essere un Governo che resiste, essere un baluardo d’opposizione che cerca di preservare la propria autonomia nazionale e il proprio disallineamento rispetto alla grigia mondializzazione capitalistica Washingtoniana.
La colpa di Assad è insomma di non accettare che la Siria sia una colonia dei barbari di Washington, quelli che chiamano “pace” i desolanti deserti che stanno producendo in tutto il pianeta.
E’ questa la prova che, che vi sia il sovranista Trump, che vi sia la cosmopolita Clinton, il Leviatano a stelle e strisce resta – insieme con Israele – il vero Stato canaglia.
La nuova strategia degli americani è questa: ritirano le loro truppe dalla Siria e danno il via alla Turchia di Erdogan per l’invasione imperialistica. Vi è in effetti una novità: questa volta i barbari a stelle e strisce non bombardano direttamente, ma lasciano che a farlo siano i turchi, membri a tutti gli effetti della NATO.
Ciò prova quello che da tempo andiamo sostenendo: la NATO è un organo criminale.
Non ci resta che augurare lunga vita alla Siria di Assad.
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