L’economia ormai non è più dedicata all’uomo ma ai mercati. L’opinione pubblica si preoccupa di capire se si alza lo spread, come se l’innalzamento di questo dato economico fattore fosse una legge naturale, quando, in realtà, non lo è.
Lo spread è, infatti, manovrato da una banca centrale, che può decidere, con i suoi acquisti o non, di farlo salire o scendere. E, in un mondo normale, lo spread non costituirebbe un problema.
Per approfondire meglio questi concetti, nei miei interventi all’università ho spiegato la mia idea di “economia dell’albicocca“, ovvero il tipo di economia che ho appreso, quando ero bambino, da un ragazzo di campagna che ebbi la fortuna di conoscere e che lavorava insieme ai contadini.
E’ quello il mondo da cui proveniamo, un’Italia dimenticata fatta da commercianti, artigiani, dagli esponenti della comunicazione e da quelli che coltivano il grano. Il nostro Paese è stata la quinta potenza mondiale.
Non bisogna dimenticarlo, anzi. Quel tipo di economia fatta da uomini e donne che lavorano è ancora possibile.
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