Carola Rackete, accolta come un’eroina, ha tenuto una dura invettiva durante la sua audizione al Parlamento Europeo: entrare in porto fu una esigenza decisiva.
Carola, come Greta, è un manichino gestito dalla classe dominante ‘no border’. Oggi la ‘global class’ usa l’espressione “salvare vite per mare” per riferirsi in realtà a un progetto preordinato di deportazione di africani. Un processo a vantaggio degli sfruttatori europei che possono utilizzare a basso costo gli africani e allo stesso tempo colpire le classi lavoratrici, abbassandone le condizioni e i salari. Creano inoltre lo scontro tra le due classi in modo tale che la rabbia si canalizzi verso il basso invece che verso i piani alti della classe dominante.
LEGGI ANCHE:
Zelensky, attore nato con la N maiuscola e prodotto in vitro di Washington se non…
Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, morto nella notte all’età di 66…
Ieri sera, mentre le notizie dalle spiagge di Ceuta continuavano ad arrivare a raffica, su…
Volevo lasciare un pensiero oggi senza commentare i giornali, ma volevo dedicare questo pensiero agli…
Anthony Fauci ha scelto il silenzio. Mercoledì 29 luglio, davanti alla Senate Homeland Security and…
Un episodio di cronaca nera consumatosi a Roma lo scorso 18 luglio si fa protagonista…