Carola Rackete, accolta come un’eroina, ha tenuto una dura invettiva durante la sua audizione al Parlamento Europeo: entrare in porto fu una esigenza decisiva.
Carola, come Greta, è un manichino gestito dalla classe dominante ‘no border’. Oggi la ‘global class’ usa l’espressione “salvare vite per mare” per riferirsi in realtà a un progetto preordinato di deportazione di africani. Un processo a vantaggio degli sfruttatori europei che possono utilizzare a basso costo gli africani e allo stesso tempo colpire le classi lavoratrici, abbassandone le condizioni e i salari. Creano inoltre lo scontro tra le due classi in modo tale che la rabbia si canalizzi verso il basso invece che verso i piani alti della classe dominante.
LEGGI ANCHE:
Thomas Fazi torna su Un Giorno Speciale con una tesi dirompente: la trasformazione culturale della…
LAZIO - La notizia che gran parte dell'ambiente biancoceleste temeva è arrivata nella serata di…
La lettera aperta scritta da Claudio Lotito ai tifosi della Lazio continua a far discutere.…
In questi giorni Ilaria Salis ha preso la tessera del partito "Sinistra italiana" di Fratoianni…
Proseguono le grandi manovre di mercato a Torino in vista della prossima stagione: ecco cosa…
Nuovi aggiornamenti sulle condizioni fisiche del numero 1 al mondo dopo quanto accaduto a Parigi.…