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“Sempre più forte sospetto manipolazione provette Schwazer”. L’Intervista a Xavier Jacobelli

Non so se arriverà oggi o ci vorranno altri mesi. Sono tre anni che aspetto, posso aspettare ancora sei o sette mesi. L’udienza di oggi è un passo decisivo perché viene presentata una perizia molto importante che mette nero su bianco che alcuni punti non sono spiegabili con la scienza. Poi deve decidere il giudice se basta o no, noi vogliamo la certezza totale, questo è il punto, e non molleremo.
Queste le parole di Alex Schwazer riportate da Tuttosport, che sta seguendo il caso concernente la possibile manipolazione delle provette del campione di marcia che tre anni fa venne trovato positivo e di conseguenza squalificato per 8 anni.

Un solo episodio costato la carriera a Schwazer (mai trovato positivo prima), discusso nella serata di ieri dal suo avvocato Gerard Brandstetter davanti al gip Walter Pelino.

A Radio Radio Mattino – Sport & News il direttore di Tuttosport Xavier Jacobelli ha riferito le ultime sulla vicenda Schwazer:

“La parola “scontro” mi pare la più appropriata per descrivere quel che è successo ieri, perché è stata una battaglia legale di 4 ore.
Da un lato la difesa di Schwazer ha presentato la perizia del RIS, la parte investigativo-scientifica dei carabinieri, che chiaramente fa intendere e fa capire come sia sempre più forte il sospetto sulla manipolazione delle fatidiche provette che contenevano il campione di urina prelevato a Schwazer il primo gennaio 2016 alle 07.25 dagli addetti di questa società tedesca incaricata dalla IAAP, la Federazione Mondiale di Atletica che ha ordinato il prelievo.

Dall’altra parte invece la WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping ha presentato al giudice l’analisi di un campione non meglio identificato lasciando intendere di non voler cedere.
Le dichiarazioni del professor Donati, allenatore di Schwazer sono state molto forti; è infatti intenzionato a dimostrare come non funzioni l’antidoping in campo nazionale e internazionale.

E’ chiaro che è una battaglia destinata a durare quantomeno altre due settimane, tempo richiesto dal giudice che intende valutare quanto valido sia il documento presentatogli dall’Agenzia Mondiale Antidoping.

Man mano che la vicenda va avanti si rafforza la convinzione che Schwazer sia stato vittima di una manipolazione che gli è costata la carriera e tre anni di fango mediatico”.


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Redazione

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