Arriva l’ordinanza del G.I.P. sul caos scale mobili che ha coinvolto la metro di Roma nei mesi precedenti e che ancora lascia perplessità sul loro stato. Per il giudice, infatti, “permangono problematiche tecniche legate a pregressi o attuali manomissioni, il tutto da rendere non escludibile l’avverarsi di ulteriori sinistri”. Fatti gravissimi che questa mattina hanno portato alla sospensione per un anno di tre dipendenti dell’Atac e uno di Metro Roma.
“Da quello che emerge delle carte c’è il rischio che possano essere chiuse le stazioni. Se quello che è uscito dalle carte e dalle intercettazioni è vero e c’è un riscontro tecnico bisogna cominciare a preoccuparsi.
Il tutto nasce dalla società Metro Roma, questa doveva fare manutenzioni e non le faceva. Quando venivano segnalati errori e guasti nei registri non si inserivano i codici che potevano portare a penali. Questo con la consapevolezza colposa – per il momento – di alcuni dirigenti Atac che avevano capito ma non intervenivano. Da quello che è emerso però non c’è corruzione ma semplicemente la necessità di portare avanti il servizio senza chiudere stazioni ed evitare di sollevare l’opinione pubblica e il Comune contro Atac”.
Con il nuovo Governo da quello che emerge c’è la volontà di fare la riforma di Roma Capitale e di arrivare ad una sorta di Roma “città regione” che darebbe più soldi e più respiro. Un città come Roma, che è il nostro biglietto da visita, ha necessità di un piano straordinario, di un flusso di soldi che permetta di ripartire”.
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