Italia bruttina in Armenia. E bruttina è una sintesi tra l’inguardabile iniziale e il decente finale. Armenia in dieci per tutto il secondo tempo, per un’espulsione frutto di un errore arbitrale.
Come sarebbe andata la partita in parità numerica? Contano i tre punti, che spingono gli azzurri verso gli Europei. Ma non ci si può limitare al risultato.
Con Mancini l’Italia ci aveva abituato a un buon palleggio e alla superiorità tecnica. Il tutto visto solo in chiusura, con gli avversari ormai ridotti al lumicino. Italia carente in mezzo, nella costruzione e nel recupero del pallone.
Mancini ovviamente nervoso, ma in grado di fare una bella mossa, con il risultato in parità: Pellegrini al posto di Chiesa. Un trequartista per un attaccante.
Vale a dire: uno che viene da dietro a cercare spazio. Proprio Pellegrini ha segnato di testa.
Buono Emerson e mi fermerei. Belotti molto attivo. Barella in periodo no. Nell’Armenia Mkhitaryan. Si vede all’inizio e (molto) nella ripresa. Sta bene. Che abbia qualità è noto.
Roberto Renga
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