Non ci sono rimproveri da fare al Torino: ha fatto ciò che poteva, e dunque non poco, contro un avversario indubbiamente superiore, come ci certifica la classifica Uefa delle due squadre.
Il Wolverhemton, per qualità tecnica e forza economica, viene valutata alla stegua della quinta squadra italiana. Il Toro, come sappiamo, è giunto ai preliminari di Europa League solo grazie al forfait del Milan. Questo il quadro al via.
Il Toro era chiamato dunque a superarsi. Invece ha cominciato timidamente la prima partita, rimediando una giusta sconfitta. Ha giocato in modo più sfrontato non avendo niente da perdere, la rivincita. Ma è arrivata un’altra sconfitta. Due kappaò su due match: impossibile sostenerne la casualità.
Eppure ci è parso un buon Torino, meno solido in difesa forse, ma va pesata anche la qualità degli attaccanti avversari, tra i quali va sottolineato il nome di Jmenez: classe, fisico, buon passo. Tourè ha più velocità e forza che classe, ma tenerlo è un problema. Tra gli italiani, due su tutti: Belotti e De Silvestri, che migliora con il passare degli anni. E una considerazione finale: anche per il Toro l’Italia è un’altra cosa e lo dimostrerà in campionato.
Roberto Renga
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