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Intervista a Ciccio Cordova, il doppio ex per eccellenza

A colloquio con un doppio ex e che ex, alla vigilia del derby: Ciccio Cordova.

Cominciamo dal presente: per chi tifa domani?

Roma, mi sembra ovvio; domanda superflua. Sono romanista, anche se a volte ho la sensazione di passare per non romanista.

Ossia?

Non voglio fare polemica, non mi interessa; però dopo 212 presenze, essendo stato capitano per più stagioni e con più allenatori, Liedholm compreso, forse andrei ricordato di più a livello ufficiale, lei che dice? Anche perché, onestamente, vedo celebrata certa gente…ma lasciamo stare…

Nove stagioni alla Roma e poi, nel 1976, il passaggio clamoroso alla Lazio; oggi lo rifarebbe?

Oggi probabilmente non lo rifarei, col senno di poi. Ma fui costretto: Anzalone mi aveva venduto al Verona, sapendo che non potevo muovermi da Roma. Feci una cosa istintiva, ho pensato solo alla ripicca.

Che stato d’animo aveva durante i derby in maglia laziale?

Non li volevo proprio giocare. Una volta ero arrivato fin quasi al sottopassaggio senza riuscire a indossare la maglia. Mi convinsero all’ultimo momento. In campo avevo l’istinto di passare la palla ai romanisti…una volta De Sisti e Di Chiara mi ricordarono che ormai vestivo la maglia biancoceleste…

Da giocatore, che differenze ricorda tra il pubblico romanista e quello laziale?

Il “mio” pubblico è quello della Roma; con quello della Lazio non ho avuto lo stesso legame, mi pare ovvio. Ma mi lasci dire che in tre anni sono stato trattato benissimo.

Tonando al presente, come giudica il mercato delle due squadre?

Lazio mediamente rinforzata; il mercato della Roma lo giudico buono: speriamo Smalling serva a registrare la difesa; il miglior “acquisto” è stato comunque la permanenza di Dzeko. Un fuoriclasse, uno dei pochi del campionato italiano, uno che può giocare da solo contro una difesa intesa, visti i mezzi tecnici che ha.

Le piace Fonseca?

Mi piace, mi sembra intelligente, coraggioso; aggiungo che lui può lavorare tranquillo, in un ambiente che mi pare sereno, più libero, senza santoni…

Santoni?

Sì, santoni, in senso lato, senza approfondire…

Sembra favorita la Lazio, stavolta…

Bene così, i favoriti spesso i derby li perdono…

Di cosa si occupa oggi nella vita?

Sono nel campo della ristorazione, delle mense, aziendali e anche per immigrati…

Domani come finisce?

A saperlo…sarei già più tranquillo.

Paolo Marcacci


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Paolo Marcacci

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