Con la crisi di governo alle porte, resta alta l’attenzione sui protagonisti dello scenario politico attuale. Da una parte, la conferenza stampa di Matteo Renzi che, prima della riunione in Senato convocata per la calendarizzazione della crisi di governo, ha spiegato e aperto alle forze politiche sulla proposta di un ‘governo no tax’.
Dall’altra, l’intervento di Matteo Salvini che, seduto tra i banchi dei senatori e non tra quelli del governo, si è alzato durante l’assemblea in Aula per parlare, tra le contestazioni del Pd. “Raccolgo l’invito di Di Maio: la Lega voterà per anticipare il voto sul taglio dei parlamentari, 345 in meno la settimana prossima, e poi si va immediatamente a votare. Affare fatto, noi ci siamo” ha rilanciato il vicepremier leghista.
Su questa situazione politica in divenire è intervenuto, a “Viva l’estate”, il direttore de “Linkiesta”, Francesco Cancellato.
“Abbiamo una situazione ulteriormente surreale per cui ieri è stato Salvini a rilanciare l’ipotesi di tagliare immediatamente il numero dei parlamentari, così come voleva Di Maio, ed è stato Di Maio a frenarlo, ovviamente mettendo la crisi davanti. In questo passaggio, una fortissima impronta, così ci raccontano le nostre fonti, l’ha data, ancora una volta, il presidente Mattarella, che è solo formalmente in vacanza, solo formalmente silenzioso, ma che in realtà, sta agendo molto su questa crisi” ha spiegato il giornalista.
Qual è allora la linea adottata da Salvini in merito a questa imminente crisi di governo e la sua intenzione di andare alle urne? Secondo Cancellato, tra le intenzioni del vicepremier c’è quella che “Salvini abbia deciso di andare all’opposizione. C’è chi dice per via del Russian Gate, che c’è dell’altro, che arriveranno avvisi di garanzia, che in qualche modo vuole mettersi al sicuro dal doversi dimettere in seguito a uno scandalo, quindi preferisca rifugiarsi all’opposizione. Di sicuro rimane che se Salvini ha fatto questa operazione per andare a votare, ha commesso tali e tanti errori che ci fanno un po’ dubitare della sua lucidità politica. Qualche spritz o qualche mojito di troppo al Papeete, magari…“.
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