Napoli part time, prima disastroso e preoccupante, dopo, vivace e sfortunato. Sconfitta amara, ritorno aspro. Primo tempo da Questi Fantasmi, eduardiano il gioco del Napoli, ipotesi di squadra, anche jellata per l’autogol di Koulibaly ma totalmente vuota e assente in attacco, là dove Insigne e Mertens non hanno mai, ma davvero mai, preso iniziativa e pallone, perdendo i contrasti più elementari e rarissimamente aiutando il resto della squadra in pieno affanno davanti al dominio dell’Arsenal.
Il vantaggio di Ramsey è sembrato una beffa, quasi un messaggio del prossimo juventino protagonista di una prova di grande qualità tattica e tecnica. Ancelotti ha provato a svegliare i suoi smarriti anche nella terza linea in difficoltà ma tenuta in piedi da San Gennaro Meret, perché altrimenti sarebbe stato tracollo. La seconda frazione ha presentato un Napoli più desto e reattivo ma Insigne ha continuato a sbagliare l’elementare e Mertens nemmeno quello, sostituito da Milik per dare senso e significato al gioco d’attacco.
Ho detto della jella, non soltanto l’autorete di Koulibaly ma un gol colossale sbagliato da Zielinski è stato il segnale di una serata da amuleti vari per la squadra nostra in continua salita per lo svantaggio maligno. L’Arsenal del secondo tempo è stato lezioso e anche brutto, convinto di poter passeggiare, ha sbagliato molti passaggi e così ha offerto spazio al gioco napoletano finalmente più rapido ma ancora inconcludente, nonostante l’ottima prova di Callejon, il solo della comitiva ad avere onorato l’impegno dal primo all’ultimo minuto.
Rabbia, dunque, per avere buttato via mezza partita, cosa che a livello internazionale, spesso fuori casa, significa sconfitta.
Tony Damascelli
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