Roberto Mancini ha debuttato in serie A a diciassette anni e a diciannove in Nazionale. Chi meglio di lui potrebbe allora riconoscere il talento nei giovani, avere il coraggio di lanciarli anche nelle occasioni di maggiori responsabilità? Ecco, dunque, che si vedono già i primi frutti di questa innegabile e indiscutibile qualità di saper riconoscere il talenti. Lui che ha convocato in nazionale Zaniolo prima ancora che il giovanissimo calciatore giallorossi giocasse un solo minuto in serie A, è stato ripagato nel debutto europeo contro la Finlandia dai gol del giovane Barella – che ha segnato in azzurro addirittura prima di Gigi Riva! – e dei bianconero Kean, capace anche lui di fissare un record di gioventù. Insomma, il lavoro di Mancini comincia a dare i primi frutti senza però dimenticare o azzerare i meriti dei veterani e le indicazioni del campionato. Perché a Udine c’è stato anche, nove anni dopo, il ritorno in Nazionale di Quagliarella, capace di sfiorare per due volte il gol. Insomma, Mancini è partito con il piede giusto, con il mix che serve a questa squadra per progettare il suo futuro.
Alessandro Vocalelli
Seguita indefessamente la fermissima opposizione di Viktor Orbán, indomito presidente ungherese, alle folli politiche belliciste…
COMO-ROMA, POLEMICHE PER IL ROSSO A WESLEY - La Roma incassa la decima sconfitta stagionale…
SARRI-LOTITO: ECCO LA VERITA' - La Lazio batte il Milan 1-0 all’Olimpico e si prende…
Lois Openda può lasciare la Juventus in estate: il belga non ha convinto fin qui…
Rafa Leao via dal Milan: l'ultima prova incolore contro la Lazio ha messo il punto…
Nel caos geopolitico scatenato dagli attacchi USA e Israele in Iran, si è andato a…