Nella storia del calcio centinaia di campioni hanno solcato i campi di tutto il mondo, eseguendo gesta straordinarie, facendo del calcio un’arte, ma come in ogni sport esiste un Olimpo di leggende indimenticabili, quelle che per intenderci non dobbiamo cercare negli almanacchi per ricordare il loro nome. Seduto su un triclinium degli dei calcistici c’è sicuramente Gabiel Omar Batistuta. Mitico nella finalizzazione, divino nella fantasia, è esploso calcisticamente a Firenze, dove nell’immaginario delle persone potrebbe essere paragonabile a Brunelleschi.
Le sue parabole erano architettoniche e una buona parte del Colosseo se la giocherebbero pure i romanisti pur di riaverlo in squadra solo per mezza stagione. Lo scudetto conquistato nel 2001 è un suggello che supera qualsiasi fascia da capitano o numero dietro le spalle. Il 9 col quale giocava è un secondo nome, fa parte della sua identità ed è nei cuori degli amanti del calcio come negli incubi dei difensori, che Batigol ha punito per oltre 200 volte in 350 partite in Serie A: mai un gol banale perché la semplicità non e’ la prerogativa di un homo novus come lui, disposto a sudare, a sacrificarsi ad ogni azione. L’Olimpo del calcio il ‘re leone’ se lo è conquistato a suon di mitragliate, schitarrate, salti e ogni genere di esultanza che ha fatto innamorare gli spettatori.
Batigol non era solo un attaccante, ma uno spettacolo, intrattenimento puro e oro colato in un epoca gremita di campioni. Mezzo secolo che si porta dentro un ricordo permanente: tanti auguri Batigol!
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