Il mondo della cultura si stringe attorno al ricordo di Tullio De Mauro, il grande linguista, saggista ed ex Ministro della Pubblica Istruzione dal 2000 al 2001, scomparso il 5 gennaio 2017.
Classe 1932, originario di Torre Annunziata ma residente stabilmente a Roma dall’età di 11 anni, l’autore di “Storia linguistica dell’Italia Unita” (più volte ripubblicato da Laterza) ha svolto brillantemente la sua carriera da docente universitario, insegnando in patria negli atenei di Roma, Salerno, Palermo e Napoli e tenendo corsi e seminari anche all’estero, dall’Albania alla Norvegia, dal Giappone agli Stati Uniti. Grazie a lui gli studi linguistici sono stati introdotti come disciplina a sé, emancipati dalla glottologia e dalla storia della lingua italiana.
Tra le sue, numerose opere spiccano: “Introduzione alla semantica”, “Minisemantica dei linguaggi non verbali e delle lingue“, “Guida all’uso delle parole”, “Il linguaggio della critica d’arte”, “Storia linguistica dell’Italia repubblicana dal 1946 ai nostri giorni” e l’introduzione, traduzione e commento di uno dei testi fondamentali della linguistica moderna, il “Cours de linguistique générale” di Ferdinand de Saussurre, pubblicato nel 1967.
Collaboratore delle principali testate giornalistiche italiane e trasmissioni radiofoniche, all’attività accademica Tullio De Mauro ha affiancato quella politica, prima come Consigliere della Regione Lazio, eletto nel 1975 come indipendente nelle liste del PCI, e poi in qualità di assessore alla cultura nel 1976, incarico che detenne fino al 1978. Dal Dal 26 aprile 2000 al 12 giugno 2001 è stato Ministro della Pubblica Istruzione nel secondo governo Amato e dal 2001 è stato presidente del consorzio “Gioventù digitale” dal 2007 trasformato in Fondazione del comune di Roma “Mondo digitale”, da cui fu rimosso nel 2010, su richiesta dell’allora sindaco.
In anni più recenti, De Mauro ha presieduto, dal 2013 al 2014, il gruppo di lavoro nominato dal ministro del lavoro Enrico Giovannini e della ministra dell’istruzione, Chiara Carrozza, per la elaborazione di proposte conseguenti all’indagine PIAAC sulle competenze della popolazione adulta italiana, e dal 2016 ha ricoperto il ruolo di esperto della commissione sull’intolleranza nominata dalla Presidente della Camera, Laura Bolodrini.
“De Mauro è stato un intellettuale appassionato, un fine studioso, un italiano che non ha esitato, quando gli è stato richiesto, a mettere la propria esperienza e le proprie capacità a servizio delle istituzioni della Repubblica” lo ha ricordato due anni fa il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando che la testimonianza di Tullio De Mauro “resterà nel Paese, nella società, nelle università, come una spinta all’impegno e come un rafforzativo del valore educativo della scuola, così decisivo per il nostro futuro“.
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