Mentre la manovra è alla Camera per il via libera definitivo, si attendono per l’inizio del 2019 i decreti per l’attuazione delle misure che stanno più a cuore al governo giallo-verde. Il decreto legge per il reddito di cittadinanza arriverà all’inizio del nuovo anno. Anche per ‘quota 100’ il provvedimento è atteso nello stesso periodo. A confermarlo è stato ieri il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in audizione nella commissione Bilancio della Camera.
REDDITO DI CITTADINANZA – Il reddito di cittadinanza partirà ”il primo aprile, o a fine marzo”. ”Restano inalterati la platea dei potenziali beneficiari e la quantità massima del sostegno erogato”, ha spiegato il ministro. Lo stanziamento ”è stato rivisto a 7,1 miliardi”, rispetto a quanto prospettato all’atto della presentazione della manovra, ”ma senza modificare minimamente la portata”, ha assicurato.
QUOTA 100 – Per quanto riguarda le pensioni, Tria ha dichiarato che ”si confermano l’impianto e l’impatto della riforma” che introduce ‘quota 100’. ”I dettagli ordinamentali verranno stabiliti con un apposito collegato alla manovra” che sarà ”emanato all’inizio del nuovo anno”, ha aggiunto. ”Si potrà andare in pensione con 62 anni e 38 di contributi, senza alcuna riduzione assegno pensionistico”, ha detto Tria. Il valore della pensione, che dipende dai contributi versati, resta infatti invariato. ”Il riconoscimento di un assegno inferiore” è legato, invece, al sistema retributivo. Inoltre ”se è vero che uscendo prima dal lavoro si incassa un assegno più basso, non si può non considerare che sarà incassato per un tempo più lungo”. Quanto alla dotazione, che è stata rivista a 3,9 miliardi, il ministro ha assicurato che la riduzione ”non incide sulla portata della misura”.
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